CAPO DELLA SQUADRA VOLANTE
a Milano
attorno alla metà del 1800

Edizioni Selecta - 2018

DOPO IL SUCCESSO DELLA PRIMA EDIZIONE, NUOVI CASI PER IL DETECTIVE MILANESE.
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El Dondina
CAPO DELLA SQUADRA VOLANTE

a Milano
attorno alla metà del 1800

Edizioni Selecta - 2017

DOPO I FAMOSI DETECTIVE NEWYORCHESI, PARIGINI, BELGI, LONDINESI, ROMANI E SICILIANI ECCO FINALMENTE UN BEL MILANESONE. URIGINÀL. CI VOLEVA
CONTINUA...





Il suo incarico ufficiale era di garantire la tranquillità
ai frequentatori della Scala in occasione della prima del Nabucco di Verdi.
Era l’inizio di marzo del 1842...





LETTURE A CURA di:
RICCARDO PERONI
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BENVENUTI SUL SITO UFFICIALE DI FLAVIO MAESTRINI, QUI TROVATE INFORMAZIONI SULL’AUTORE E SUOI LAVORI



El Dondina

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Cinque storie milanesi per El Dondina, titolo



“Le storie de El Dondina raccontano sì la milanesità, ma di una milanesità fatta di tante facce, di contrasti e perfino conflitti, tuttavia contenuti entro un quadro che tuttora
riconosciamo come il nostro.”

Massimo Marzocchi





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Autore: Flavio Maestrini
Editore: Edizioni Selecta
Genere: Noir / Poliziesco
Anno di pubblicazione: 2019
Pagine: 190




Grossi guai per El Dondina, copertina


Dopo il successo riscontrato con le prime due pubblicazioni, Flavio Maestrini racconta nel terzo libro le nuove avventure del commissario Carlo Mazza, che abbiamo imparato a conoscere con il nomignolo “El Dondina”.


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Maestrini segue le avventure di Carlo Mazza, detto El Dondina, del Biondin, brumista e campione di lotta greco-romana, della Giovannona (bella da togliere il fi ato, tutt’altro che stupida) di Giovanni De Ponti che toglie Giovannona dal casotto, eccetera.

la Repubblica
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Buon riscontro di pubblico alla presentazione del terzo libro della triologia su "El Dondina", in occasione della rassegna "Scrittori alla Mano" svoltasi nei giorni scorsi nei pressi del parco Sempione. Maestrini ancora un volta ha dato vita a nuove avventure con protagonista l'oramai familiare comissario Carlo Mazza, che come ben sappiamo è realmente esistito. Non resta che immergerci nella lettura appasionata di questi nuovi racconti, arricchiti come sempre da interessanti citazioni in dialetto meneghino.

Dario Brovelli




Profondamente innamorato della sua città dove è nato e cresciuto, sentiva il bisogno di fare qualcosa di originale e attraente per la sua Milano. È nata così la collana sulle indagini di Carlo Mazza, detto El Dondina, capo della squadra volante Milanese intorno alla metà dell’Ottocento.

Flavio Conti




El Dondina è un libro divertente: dura cronaca nera e, insieme, umorismo garbato. El Dondina è un poliziotto atipico che parla un bel dialetto milanese, facilmente comprensibile perché è scritto proprio come si pronuncia.

Andrea Bassoli




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Grossi guai per El Dondina, titolo
CAPO DELLA SQUADRA VOLANTE
a Milano
attorno alla metà del 1800



“Pensavo che il mio rapporto con El Dondina fosse concluso e invece non è andata così ed eccomi a presentare un nuovo libro
(e ho il timore che non sarà l’ultimo).”

Flavio Maestrini





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Autore: Flavio Maestrini
Editore: Edizioni Selecta
Genere: Noir / Poliziesco
Anno di pubblicazione: 2018
Pagine: 212




Grossi guai per El Dondina, copertina


In questo secondo libro, Flavio Maestrini, prosegue e approfondisce la cronaca delle vicende di Carlo Mazza, detto “El Dondina”, capo della squadra volante a Milano durante gli ultimi anni del dominio austriaco, poliziotto particolare, paziente ma caparbio, sornione ma all’occorrenza duro e spiccio, che conduce ogni indagine interrogando, osservando, esaminando, o anche “annusando l’aria” con il fiuto che solo i grandi investigatori possiedono e arrivando in tal modo a raccogliere le tessere per comporre il puzzle della soluzione.


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In qualità di milanese innamorata della sua città, devo dire che il Suo ritratto del poliziotto milanese e di una Milano d'altri tempi hanno conquistato sia me che mia madre.
El Dondina irrompe con la sua nostrana freschezza nel cliché standardizzato dei grandi detectives internazionali e non.
El Dondina è "uno di noi", un prodotto del nostro tessuto urbano, il vicino della porta accanto.
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Nonostante i modi rudi, è un personaggio "morbido"; la sua sottesa bonomia, l'impiego quasi costante del dialetto, il modo di approcciarsi ai variegati personaggi comprimari delle sue vicende denotano un'esperienza di vita quotidiana che gli consente di rapportarsi con chiunque come un raffinato psicologo.
Attorno a lui rivive una Milano troppo spesso dimenticata, ma che riaffiora con malinconica dolcezza nei nomi e nei luoghi che, pur ancor oggi presenti nella vita della città, vengono distrattamente ignorati nella loro essenza storica.
Sia io che mia madre La ringraziamo per averci regalato, attraverso il Suo libro, un piacevole "tuffo" nel passato.

Alessandra Cadicamo




Sono i quartieri periferici di Metanopoli, i bassifondi malfamati dove prosperano traffici illeciti e attività criminose o le vie della “Milano da bere”, in cui tutto è così sopra le righe da far presagire la fatale fine di un’epoca. Tuttavia, rispetto a queste, la Milano noir di El Dondina è una città speciale: innanzitutto per l’epoca storica di ambientazione che eclissa, per importanza e fascino romantico, tutte le altre: siamo alla metà dell’Ottocento, il rigido governo austriaco comincia ad avvertire qualche pericoloso segnale di cedimento e nell’aria si avverte già il sentore della primavera della libertà rappresentata delle Cinque Giornate.
E poi perché non costituisce un semplice sfondo, ma è a sua volta protagonista con la sua nebbia, i suoi paesaggi, i nomi delle sue strade, la sua gente, le sue dinamiche, la sua storia. E in questa città amata, con la sua gamba un po’ sifulina si muove il nostro anticonvenzionale pulè, privo di physique du rôle, ma non di forza fisica, ricco di umanità, di buon senso e di capacità di apparire come uno di noi, senza ostentare il suo fiuto da segugio di razza. Milano e El Dondina, binomio perfetto per essere trasferito dalle pagine di carta allo schermo, dove anche i bei dialoghi in dialetto e gli accenni ai piatti locali non farebbero rimpiangere Vigata e gli arancini.

Donatella Zanacchi


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El Dondina
CAPO DELLA SQUADRA VOLANTE

a Milano
attorno alla metà del 1800



DOPO I FAMOSI DETECTIVE NEWYORCHESI, PARIGINI, BELGI, LONDINESI, ROMANI E SICILIANI ECCO FINALMENTE UN BEL MILANESONE. URIGINÀL. CI VOLEVA





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Autore: Flavio Maestrini
Editore: Edizioni Selecta
Genere: Noir / Poliziesco
Anno di pubblicazione: 2017
Pagine: 194




El Dondina, copertina


Il protagonista del libro è Carlo Mazza, detto EL DONDINA
capo della squadra volante a Milano negli anni del Risorgimento. Un noir duro e divertente.

Racconta Maestrini, l’autore del romanzo: “Nella mia ricerca per il libro Per i Milanes pubblicato nel 2016, mi è capitato di incrociare un personaggio davvero particolare: Carlo Mazza, detto el Dondina, capo della squadra volante a Milano negli anni del Risorgimento. Da parte mia c’è stato un immediato interesse che ho voluto trasformare in un libro nel quale realtà e romanzo sono così simili da rendere difficile una precisa identificazione”.


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Ricostruire la figura di questo poliziotto “sui generis”, capo della volante, ma anche uomo del popolo, generoso, tollerante con chi delinque per sopravvivere, intransigente con i criminali incalliti, grande conoscitore del sottobosco malavitoso della città, significa per Flavio Maestrini che ha scritto questo libro, farci tornare a una Milano che pochi conoscono. Nel suo puntuale resoconto che intreccia la storia di alcuni dei più incredibili e spesso sanguinosi fatti di sangue sui quali indagò il Capo della volante milanese di quegli anni, ci fa rivivere certi ambienti, certi personaggi, certe atmosfere perdute che conservano sempre un grande fascino.
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E i delitti di allora assomigliano drammaticamente a quelli di oggi: violenze sulle donne, furti, truffe, prostituzione, rapimenti di minori, assassini seriali, preti pedofili, pratica dell’usura. Nulla sembra cambiato. Il male non ha troppa fantasia. E in mezzo a questo putiferio si erge la figura di un omone onesto, El Dondina, un po’ ignorante ma generoso, che cerca di mantenere l’ordine usando, se il caso, le maniere forti, menando le mani come un padre severo nei confronti dei figli che sgarrano.
Ce lo descrive bene il grande scrittore e giornalista Paolo Valera: “Nato e cresciuto fra i lavoratori di grimaldello e di coltello, egli sapeva andare sulla pista del malandrino colla precisione del cane poliziotto che sente la traccia e il nascondiglio del sanguinario.”
Sì, perché le indagini del brigadiere della questura Carlo Mazza – che in modo inopportuno venne paragonato all’avventuriero francese Eugène-François Vidocq – non si avvalevano di raffinate tecniche logico deduttive. La sua forza stava esclusivamente nella grande rete di informatori di cui si serviva che gli sapeva dare la “soffiata” giusta, dietro un minimo compenso e, certe volte, anche far conoscere in anticipo la realizzazione di un colpo.
Grazie al libro di Flavio Maestrini è possibile ricostruire vecchi episodi o personaggi del passato. La costituzione del corpo dei Sorveglianti Urbani, quelli che poi sarebbero diventati i nostri "ghisa"; il pubblico ludibrio per i falliti (la pietra dello scandalo in Piazza Mercanti); la nascita delle Opere Pie per aiutare i più bisognosi che erano tanti.
In città, inoltre, esistevano molti postriboli autorizzati, visto che la prostituzione spesso era una scelta obbligata di vita; né mancavano, come capita ancora oggi, le cartomanti che si approfittavano della credulità delle persone più ingenue. Ma, tra le tante brutture, vengono narrate anche storie edificanti, perché, ad esempio, c’è chi che , come la Giovannona, procace prostituta, sa riscattarsi e fonderà una scuola per dare istruzione alle ragazze povere.
E il Dondina, grande frequentatore, per ragioni di lavoro, di certe osterie malfamate, veglia su questa umanità dolente, per cercare di riportare ordine e fare un po’ di giustizia, aiutato dal suo amico avvocato Vigorelli, detto Vigo, sempre pronto a elargire consigli e suggerimenti tra un bicchierino di Fernet e l’altro.

Ugo Perugini




Quello scritto da Flavio Maestrini è un romanzo giallo a tutti gli effetti: ci sono assassini e assassinati, poliziotti e delinquenti, commissari e giudici. Naturalmente, come sempre nei romanzi, la storia si svolge in un contesto e i personaggi si muovono su uno sfondo fatto di luoghi, persone, linguaggi. Ma, almeno per quel che mi riguarda, proprio lo scenario in cui agisce il commissario El Dondina, è il primo motivo di attrazione: Milano, un po' trasfigurata dallo scarto temporale, ma ben riconoscibile nel suo carattere e nei suoi modi.
Nel mondo globalizzato il legame con le proprie radici rappresenta spesso l'ancora alla quale ci si aggrappa per non essere travolti. Solo che, così facendo, si finisce per chiudersi dentro muri che escludono dallo sguardo pezzi sempre più larghi di orizzonte. Le storie de El Dondina raccontano sì la milanesità, ma parlano di una milanesità fatta di tante facce, di contrasti e persino di conflitti, tuttavia contenuti dentro un quadro che tuttora riconosciamo come il nostro. Così ci esercitiamo a sentirci appartenenti a un mondo i cui confini non sono quelli della nostra vita di tutti i giorni. La lettura di quelle storie può rappresentare quindi il rimedio contro la tentazione della chiusura e dell'esclusione e, se abbiamo voglia di andare oltre l'intreccio del romanzo poliziesco, il territorio cui apparteniamo può allargarsi a includere le diversità, anche quelle che ci sembrano più remote. Il che, coi tempi che corrono, non è poco.

Massimo Marzocchi




Una lettura piacevole, un modo nuovo e diverso di raccontare la nera con un poliziotto come El Dondina che parla solo milanese, reso comprensibile perchè scritto come si pronuncia. Non solo misfatti, ma anche cronaca della vita milanese negli anni del Risorgimento. Difficile non apprezzare un poliziotto come El Dondina, generoso e, quando serve, spietato, che sembra non avere una vita privata, teso com'è a "brancare" i delinquenti e aiutare i deboli.

Giulio Lissi




El Dondina è un libro divertente: dura cronaca nera e, insieme, umorismo garbato. El Dondina è un poliziotto atipico che parla un bel dialetto milanese, facilmente comprensibile perché è scritto proprio come si pronuncia. El Dondina è Il protagonista, un dominante. Intorno a lui tanti altri personaggi forti, originali, emozionanti, perfino divertenti ci danno momenti di rabbia, di riflessione, di sorpresa. E anche di sorriso. El Dondina è burbero come Wolfe, imponente come Maigret, intuitivo come un Adamsberg, sottile come un Poirot, umorale come Holmes, arguto e orgoglioso come l'Ingravallo di Gadda, regional popolare come un Montalbano, eppure non assomiglia a nessuno di loro. Dopo i famosi detective newyorchesi, parigini, belgi, londinesi, romani e siciliani ecco finalmente un bel milanesone. Uriginál. Ci voleva!

Andrea Bassoli


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L'AUTORE

Flavio Maestrini è nato a Milano molti anni fa, da sempre si occupa di comunicazione, prima pubblicitario e giornalista, poi editore di periodici settoriali.
Ha scritto libri per bambini in particolare la collana “Le avventure del cane mascherato”.
Nel 2016 “Per i Milanes”, Edizioni Selecta, un buon successo per la particolarità dei contenuti prettamente milanesi, ma perfettamente comprensibili “anche per quelli nati altrove”.

Ha pubblicato:



Flavio Maestrini



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